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martedì 2 settembre 2014

Depressione post partum il test

























Perché la depressione post-partum si verifica? Molti fattori possono determinare questo disturbo, tra cui quello ormonale, biochimico, oppure fattori genetici, psicologici e ambientali. Inoltre chi sono i soggetti a rischio? Si può prevenire la depressione post partum?
È fondamentale operare una distinzione tra situazioni spesso confuse l’una con l’altra ma, in realtà, ben distinguibili. Le tipologie di quella che comunemente, ma non correttamente, viene chiamata “depressione post-partum” sono quindi essenzialmente tre:
1.Il baby blues
2.La depressione post-partum
3.La psicosi postpartum
1.MATERNITY BLUES (conosciuto come BABY BLUES), colpisce il 70-80% delle donne (dato OMS) e consiste in una certa instabilità emotiva che colpisce la donna dopo il parto e nei giorni ad esso successivi. Non si tratta di uno stato patologico e non vi è necessità di uno strutturato intervento terapeutico (farmacologico o psicoterapeutico), perché questo stato di disagio tende a rientrare spontaneamente in tempi brevi (circa due settimane).
I sintomi sono: insonnia, mancanza di energia/iperattività, ipereccitabilità, aumento/diminuzione dell’appetito, senso di stanchezza anche dopo aver dormito, ansia e preoccupazione eccessive, confusione, tristezza, perdita di confidenza ed interesse per il neonato, sentimenti di inadeguatezza, pianto, ipersensibilità, irritabilità.
2.La depressione post-partum
Il fenomeno è riscontrato in circa il 10% delle donne che hanno appena partorito, con un incremento del 30% se sono state colpite dalla stessa depressione, in occasione di un parto precedente. La percentuale sale sensibilmente in presenza di donne che hanno già manifestato in passato disturbi mentali di varia natura. La durata dei sintomi varia da qualche settimana ad un anno, con rischi di ricomparsa successiva e la cura consiste nella somministrazione di antidepressivi (con conseguente interruzione dell’allattamento) e con la psicoterapia, da proseguire anche oltre la scomparsa dei sintomi.
Consiste in un vero e proprio stato depressivo diagnosticabile anche attraverso la somministrazione di appositi test. Il periodo migliore per somministrare questi test va dalle 5 alle 8 settimane dopo il parto.
Nella depressione post partum si osservano molti sintomi, in genere i seguenti: umore depresso, tristezza, pianto incontrollato, sensazione di essere prive di valore, ansia o anche attacchi di panico, senso di colpa ed autobiasimo, preoccupazioni eccessive per la propria salute e per il bambino, mancanza di energie e sensazione di essere esauste, eloquio e movimenti rallentati, sentirsi a momenti alterni agitata o iperattiva, perdita di interesse in varie attività tra cui quella sessuale, senso di irritazione, disturbi dell’appetito (mangiare troppo o troppo poco), ridotta capacità di concentrazione e di prendere decisioni, disturbi del sonno (non riuscire a dormire neanche quando dorme il bambino), confusione mentale ed un maggior numero di dimenticanze, senso di disperazione ed inadeguatezza con pensieri costantemente pessimisti, instabilità emotiva con umore alterno, pensieri sulla morte e, a volte, sul suicidio.
3.La psicosi post-partum
È la forma più grave di depressione e richiede misure mediche tempestive. I sintomi comprendono: stati di agitazione, confusione, pessimismo, disagio sociale, insonnia, paranoia, allucinazioni, tendenze suicide o omicide nei confronti del bambino. La casistica delle psicosi post-partum è di una neomamma ogni mille e in alcuni casi si rende necessario il ricovero in ospedale e una serie di cure adeguate alle forme di psicosi riscontrate.






  Perché la depressione post-partum si verifica?
molti fattori possono determinare questo disturbo, tra cui quello ormonale, biochimico, oppure fattori genetici, psicologici e ambientali. Il calo improvviso di ormoni dopo la nascita può essere una causa. Inoltre compaiono le responsabilità per quanto riguarda la cura del bambino e questo può essere motivo di ansia. Infatti, prendersi cura di un neonato non è semplice per tutte le madri, e le prime cose possono andare storte, causando profondi sentimenti di frustrazione.
  I soggetti a rischio sono
chi  ha precedentemente sofferto di depressione post-partum
chi ha  sofferto di depressione durante la gravidanza
chi ha avuto ansia durante la gravidanza
chi ha una  storia personale o familiare di depressione
chi non ha pianificato la gravidanza
chi ha problemi con il partner
chi ha  problemi economici
chi ha vissuto situazioni stressanti, come la perdita di una persona cara, problemi sul lavoro, ecc …
chi soffre di sindrome premestruale
chi ha avuto complicazioni ostetriche durante la gravidanza, il parto o dopo il parto
chi ha avuto qualche tipo di trauma infantile, abusi o gravi problemi familiari
chi ha avuto problemi con la droga o alcool

Ecco qualche consiglio su come prevenire la depressione post-partum:
Attenzione non necessariamente questi fattori comportano la depressione post partum.
Limitare il numero dei visitatori a casa, che tendono sempre ad arrivare quando la madre cerca di riposare
dormire quando dorme il neonato
evitare di assumere alcool e caffè
chiedere aiuto ai familiari anche per le questioni domestiche. Dal canto loro i famigliari devono offrire aiuto e sostegno, senza essere invadenti e insistenti.
Una volta che il bambino è nato:
Mangiare correttamente. Le insalate, verdure fresche, frutta, succhi di frutta, latte e cereali ben si adattano a questo momento e anche non hanno bisogno di una cucina elaborata. Trovare il tempo per uscire con il proprio partner. Cercare di ottenere una babysitter e uscire insieme a cena, cinema, a vedere gli amici o sorseggiare un drink.

Cercare di ottenere intimità con il proprio partner, anche se è presto per il sesso completo. Un bacio, un abbraccio, una carezza, possono essere molto confortanti per un ritorno al desiderio sessuale. Non essere troppo critici con se stessi o con il partner. La vita è abbastanza dura in questo momento e la stanchezza e l’irritabilità  possono portare a frequenti discussioni che non potranno che indebolire il proprio rapporto quando invece dovrebbe essere più forte.
  Cosa importante
Il fatto che una donna presenti determinati sintomi non implica necessariamente che soffra di depressione post partum. Una diagnosi esatta e veritiera può essere somministrata attraverso uno screening adeguato.
EDINBURGH POSTNATAL DEPRESSION SCALE (EPDS)

Si tratta di una scala self-report specifica per la depressione postpartum costruita da Cox nel 1987, validata con donne durante la gravidanza e nel periodo postpartum, attendibile e di facile utilizzo clinico. E’ costituita da 10 item che le neo mamme completano in base a come si sono sentite negli ultimi 7 giorni. Le donne che ottengono un punteggio compreso tra 0 e 12 non sono depresse a differenza di quelle che presentano un punteggio compreso tra 13 e 21 per le quali c’è una diagnosi possibile o certa di depressione postpartum.
Scala di Autovalutazione per la Depressione Post-Partum
La Scala di Edimburgo aiuta la paziente ad orientarsi nel valutare la possibile presenza di sintomi depressivi post-partum, sebbene non sostituisca in nessun modo la diagnosi medica di uno specialista.
Non serve a fare diagnosi, si limita ad individuare un rischio.
Nelle ultime due settimane
1. Sono stata in grado di ridere e vedere il lato divertente delle cose
Come al solito 0
Non proprio come al solito 1
Quasi mai 2
Per niente 3
2. Mi sono posta in modo positivo verso gli eventi
Come al solito 0
Un pò meno del solito 1
Assolutamente meno del solito 2
No, per niente 3
3. Mi sono sentita colpevole senza motivo quando le cose non andavano bene
Raramente o mai 0
Qualche Volta 1
Spesso 2
Quasi sempre 3
4. Sono diventata ansiosa o preoccupata senza un buon motivo
Raramente o mai 0
Qualche Volta 1
Spesso 2
Quasi sempre 3
5. Mi sono sentita spaventata o nel panico senza un buon motivo
Spesso 3
Qualche volta 2
Non molto 1
Mai 0
6. Mi sono sentita sopraffatta dalle cose che accadevano
Sì, il più delle volte non sono in grado di affrontarle 3
Sì, talvolta non le affronto bene come al solito 2
No, il più delle volte le ho affrontate piuttosto bene 1
No, le ho affrontate bene come sempre 0
7. Sono così infelice che ho delle difficoltà a dormire
Sì, la maggior parte delle volte 3
Sì, qualche volta 2
Talvolta 1
No, non mi sembra 0
8. Mi sono sentita triste o avvilita
Sì, la maggior parte delle volte 3
Sì, frequentemente 2
Talvolta 1
Mai 0
9. Sono così infelice che ho pianto
Sì, la maggior parte delle volte 3
Sì, frequentemente 2
Occasionalmente 1
Mai 0
10. Il pensiero di farmi del male mi è venuto in mente
Abbastanza spesso 3
Qualche Volta 2
Quasi mai 1
Mai 0
Se il punteggio ottenuto è superiore a 12 il rischio di depressione post-partum non deve essere trascurato. E’ opportuno consultare uno specialista


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