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lunedì 13 ottobre 2014

L' importanza della vitamina D

                                                    


Si utilizza per la prevenzione e il trattamento del rachitismo (una malattia causata dalla carenza di vitamina D), per curare l’osteoporosi, l’osteomalacia (dolore alle ossa), la perdita della massa ossea in persone con una malattia, chiamata iperparatiroidismo, e una malattia ereditaria (osteogenesi imperfetta) in cui le ossa sono particolarmente fragili e si rompono facilmente. La vitamina D si usa anche per la prevenzione di cadute e fratture in persone con rischio di osteoporosi e per prevenire lo sviluppo di bassi livelli di calcio e perdita di massa ossea (osteodistrofia renale) in persone con insufficienza renale.
La vitamina D si usa per le malattie cardiovascolari, per prevenire ipertensione e colesterolo, per il  diabete, l’obesità, la debolezza muscolare, la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, la malattia polmonare ostruttiva cronica, l’asma, la bronchite, la sindrome premestruale (SPM) e per malattie ai denti e alle gengive.
Alcune persone assumono vitamina D per curare malattie della pelle, come la vitiligine, la psoriasi, la cheratosi attinica, sclerodermia e lupus vulgaris.
Tale vitamina si utilizza anche per rinforzare il sistema immunitario, per prevenire le malattie autoimmuni e per prevenire il  cancro.  Siccome è coinvolta nella regolazione dei livelli di minerali, come il fosforo e il calcio, si usa per i disturbi causati da bassi livelli di fosforo (ipofosfatemia familiare e sindrome di Fanconi) e bassi livelli di calcio (ipoparatiroidismo e pseudoipoparatiroidismo).
La vitamina D, nella forma conosciuta come calcitriolo o calcipotriene, viene applicata direttamente sulla pelle per curare un particolare tipo di psoriasi.
Se fai un viaggio in Canada, potresti renderti conto che in questo Paese si riconosce l’importanza della vitamina D nella prevenzione dell’osteoporosi. Si permette che in un annuncio vengano evidenziate le proprietà salutari degli alimenti contenenti calcio: “Una dieta sana con quantità adeguate di calcio e vitamina D e attività fisica regolare aiutano a mantenere le ossa forti e potrebbero ridurre il rischio di osteoporosi”. La versione di questo annuncio sull’osteoporosi che c’è negli Stati Uniti non include invece la vitamina D.
Per la maggior parte delle persone, l’esposizione al sole rappresenta un modo semplice e affidabile per assimilare vitamina D. L’esposizione di mani, viso, braccia e gambe alla luce del sole per 2 – 3 volte a settimana, circa un quarto del tempo necessario per sviluppare una leggera scottatura solare è sufficiente per far sì che la pelle produca abbastanza vitamina D. il tempo necessario dell’esposizione varia con l’età, il tipo di pelle, la stagione dell’anno, l’ora del giorno, ecc.
La vitamina D è necessaria per la regolazione dei sali minerali, calcio e fosforo, presenti nel corpo. È molto importante anche per le ossa.

Si utilizza per la prevenzione e il trattamento del rachitismo (una malattia causata dalla carenza di vitamina D), per curare l’osteoporosi, l’osteomalacia (dolore alle ossa), la perdita della massa ossea in persone con una malattia, chiamata iperparatiroidismo, e una malattia ereditaria (osteogenesi imperfetta) in cui le ossa sono particolarmente fragili e si rompono facilmente. La vitamina D si usa anche per la prevenzione di cadute e fratture in persone con rischio di osteoporosi e per prevenire lo sviluppo di bassi livelli di calcio e perdita di massa ossea (osteodistrofia renale) in persone con insufficienza renale.

La vitamina D si usa per le malattie cardiovascolari, per prevenire ipertensione e colesterolo, per il diabete, l’obesità, la debolezza muscolare, la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, la malattia polmonare ostruttiva cronica, l’asma, la bronchite, la sindrome premestruale (SPM) e per malattie ai denti e alle gengive.

Alcune persone assumono vitamina D per curare malattie della pelle, come la vitiligine, la psoriasi, la cheratosi attinica, sclerodermia e lupus vulgaris.

Tale vitamina si utilizza anche per rinforzare il sistema immunitario, per prevenire le malattie autoimmuni e per prevenire il cancro. Siccome è coinvolta nella regolazione dei livelli di minerali, come il fosforo e il calcio, si usa per i disturbi causati da bassi livelli di fosforo (ipofosfatemia familiare e sindrome di Fanconi) e bassi livelli di calcio (ipoparatiroidismo e pseudoipoparatiroidismo).

La vitamina D, nella forma conosciuta come calcitriolo o calcipotriene, viene applicata direttamente sulla pelle per curare un particolare tipo di psoriasi.

Se fai un viaggio in Canada, potresti renderti conto che in questo Paese si riconosce l’importanza della vitamina D nella prevenzione dell’osteoporosi. Si permette che in un annuncio vengano evidenziate le proprietà salutari degli alimenti contenenti calcio: “Una dieta sana con quantità adeguate di calcio e vitamina D e attività fisica regolare aiutano a mantenere le ossa forti e potrebbero ridurre il rischio di osteoporosi”. La versione di questo annuncio sull’osteoporosi che c’è negli Stati Uniti non include invece la vitamina D.

La vitamina D è necessaria per la regolazione dei sali minerali, calcio e fosforo, presenti nel corpo. È molto importante anche per le ossa.



Per la maggior parte delle persone, l’esposizione al sole rappresenta un modo semplice e affidabile per assimilare vitamina D. L’esposizione di mani, viso, braccia e gambe alla luce del sole per 2 – 3 volte a settimana, circa un quarto del tempo necessario per sviluppare una leggera scottatura solare è sufficiente per far sì che la pelle produca abbastanza vitamina D. il tempo necessario dell’esposizione varia con l’età, il tipo di pelle, la stagione dell’anno, l’ora del giorno, ecc.


È sorprendente la rapidità con cui si possono ristabilire i livelli adeguati di vitamina D, grazie all’esposizione alla luce del sole. Solo 6 giorni di esposizione occasionale al sole senza protezione solare possono compensare ben 49 giorni senza esposizione. Il grasso corporeo agisce come una batteria per immagazzinare vitamina D. durante i periodi di luce solare, tale vitamina resta nel grasso e viene liberata quando il sole non c’è.

Nonostante ciò, la carenza di vitamina D è più comune di quanto si riesca a immaginare. Accade perché le persone passano poco tempo al sole, hanno meno “ricettori” nella loro pelle in grado di convertire la luce del sole in vitamina D e, probabilmente, seguono una dieta povera di vitamina D. in altri casi, le persone possono avere difficoltà ad assorbire tale vitamina (anche se la consumano attraverso la dieta) e con la conversione della vitamina assunta con gli alimenti alla sua forma più utile, a causa dell’invecchiamento dei reni. Non è un caso se il rischio di carenza di vitamina D è più alto nelle persone di età superiore ai 65 anni. Sorprendentemente, circa il 40% degli anziani, compresi coloro che vivono in regioni soleggiate, non hanno sufficiente vitamina D nel loro organismo.
Gli integratori di tale vitamina possono essere necessari per le persone anziane, per coloro che vivono in latitudini settentrionali e per le persone con pelle scura, le quali hanno bisogno di trascorrere più tempo al sole, ma non possono.


– Il trattamento dei disturbi che provocano debolezza e dolore alle ossa (osteomalacia);
– i livelli bassi di fosfato nel sangue (ipofosfatemia familiare);

– i livelli bassi di fosfato nel sangue, dovuti a una malattia chiamata “sindrome di Fanconi”;

– la psoriasi (con una forma specifica di vitamina D, acquistabile con prescrizione medica);

– i livelli bassi di calcio, dovuti a livelli bassi dell’ormone paratiroideo (PTH);

– prevenire lo sviluppo di livelli bassi di calcio e perdita della massa ossea (osteodistrofia renale) in persone con insufficienza renale;

– il rachitismo;

– la carenza di vitamina D.

Probabilmente efficace per:


– Il trattamento dell’osteoporosi. Prendere una specifica forma di vitamina D, chiamata colecalciferolo o vitamina D3, in combinazione con il calcio, sembra aiutare a prevenire la perdita della massa ossea e le fratture alle ossa;

– prevenire le cadute agli anziani. I ricercatori hanno notarono che le persone con una quantità insufficiente di vitamina D tendono a cadere più spesso rispetto alle altre e giunsero alla conclusione che l’uso di integratori di tale vitamina possono ridurre le cadute di un 22%. Più alta è la dose, migliore sarà il risultato. Uno studio dimostrò che prendere 800 UI di vitamina D riduce il rischio di cadute, ma dosi inferiori non hanno questo effetto;

– ridurre la perdita della massa ossea in persone che stanno facendo uso di farmaci, chiamati corticosteroidi.

Molto probabilmente efficace per:


– Ridurre il rischio di sclerosi multipla: studi dimostrano che il consumo di vitamina D riduce del 40% il rischio delle donne di sviluppare sclerosi multipla;
– la prevenzione del cancro. Alcune ricerche mostrano che le persone che consumano un integratore con una dose alta di vitamina D, in combinazione con calcio, potrebbero avere meno possibilità di sviluppare qualsiasi tipo di cancro;
– la perdita di peso. Le donne che prendono vitamina D e calcio hanno più possibilità di  perdere peso  e mantenere quello raggiunto. Tale beneficio è riservato principalmente alle donne che non hanno sufficiente calcio prima di cominciare a fare uso dell’integratore;
– le infezioni alle vie respiratorie. Ricerche cliniche effettuate sui bambini  di età scolare mostrano che prendere un integratore di vitamina D potrebbe ridurre il rischio di influenza stagionale. Altre ricerche dimostrano che l’uso di tale integratore potrebbe ridurre il rischio di un attacco di asma provocato da un raffreddore o un’infezione alle vie respiratorie. Infine, altre ricerche specificano che i bambini con livelli bassi di vitamina D hanno un maggior rischio di contrarre, influenza, raffreddore o infezione alle vie respiratorie;
– ridurre il rischio di artrite reumatoide in donne di età avanzata;
– ridurre la perdita di massa ossea in donne che soffrono di una patologia, chiamata iperparatiroidismo;
– prevenire la perdita di denti negli anziani.
– l’ipertensione;
– il tumore al seno. Molti studi hanno esaminato la possibilità che la vitamina D potrebbe aiutare a prevenire il tumore al seno, ma i risultati sono stati contraddittori. Fino ad ora, la prova migliore proviene da un ampio studio, chiamato “The Women’s Health Initiative”, che ha dimostrato che il consumo di 400 UI di vitamina D e 1000 mg di calcio al giorno non sembra diminuire la possibilità di sviluppare un tumore al seno. Esiste, però, la possibilità che alte dosi di vitamina D potrebbero abbassare il rischio di tumore al seno in donne giovani. Tali dosi sarebbero però così alte che potrebbero non essere sicure per la salute di chi le prende;
– migliorare la forza muscolare in adulti di età avanzata;
– la prevenzione della perdita della massa ossea in persone che hanno subito un trapianto di rene.
– le malattie cardiovascolari. Ricerche suggeriscono che le persone con livelli bassi di vitamina D hanno molte più probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, come insufficienza cardiaca, rispetto alle persone con livelli più alti. Il consumo di vitamina non sembra prolungare la vita delle persone con insufficienza cardiaca;
– L’asma. Alcune ricerche suggeriscono che le persone con asma probabilmente hanno livelli bassi di vitamina D nel corpo. Per i bambini con asma, il consumo di un integratore di tale vitamina potrebbe ridurre il rischio di soffrire di un attacco di asma, quando è raffreddato o ha un’infezione respiratoria. È presto però per poter sapere se l’uso di un integratore di vitamina D può prevenire o curare un attacco di asma;
– il colesterolo alto. Le persone con livelli più bassi di vitamina D sembrano avere molte più probabilità di avere il colesterolo alto, rispetto alle persone con livelli più alti. Alcune ricerche mostrano che, in donne con sovrappeso, il consumo quotidiano di calcio e vitamina D, in combinazione con una dieta ipocalorica, aumenta significativamente il “colesterolo buono” (HDL) e abbassa il “colesterolo cattivo” (LDL). Solo il consumo di calcio e vitamina D non riduce però i livelli di LDL;
– le malattie alle gengive. Livelli alti di vitamina D nel sangue sembra essere associati con un minor rischio di malattie gengivali in persone di età superiore ai 50 anni;
– il diabete. Le persone con livelli più bassi di vitamina D hanno più probabilità di sviluppare diabete di tipo 2, rispetto a quelle con livelli più alti. Non si hanno informazioni attendibili circa la possibilità di prevenire o trattare il diabete di tipo 2 con integratori di vitamina D;
– la sindrome premestruale (SPM). Secondo alcune prove, un consumo maggiore di vitamina D attraverso gli alimenti potrebbe aiutare a prevenire la sindrome premestruale o a ridurre i sintomi. L’uso di integratori di vitamina D sembra invece aiutare a ridurre i sintomi, ma non sembra prevenire la SPM;
– la malattia polmonare ostruttiva cronica (EPOC). Alcune ricerche mostrano che le persone con EPOC hanno livelli di vitamina D più bassi di quelli considerati nella norma. Non si hanno sufficienti informazioni per stabilire se l’uso di integratori di vitamina D può ridurre i sintomi di questa malattia;
– una malattia delle cellule del sangue, chiamata “sindrome mielodisplastica” (MDS);
– una malattia muscolare, chiamata “miopatia prossimale”;
– il cancro al colon – retto;
– le verruche;
– i disturbi alle vie respiratorie;
– la bronchite;
– l’asma;
– il dolore muscolare provocato da farmaci

chiamati“statine”;
– la sindrome metabolica;
– l’atrofia vaginale;
– altre patologie.

È sorprendente la rapidità con cui si possono ristabilire i livelli adeguati di vitamina D, grazie all’esposizione alla luce del sole. Solo 6 giorni di esposizione occasionale al sole senza protezione solare possono compensare ben 49 giorni senza esposizione. Il grasso corporeo agisce come una batteria per immagazzinare vitamina D. durante i periodi di luce solare, tale vitamina resta nel grasso e viene liberata quando il sole non c’è.
Nonostante ciò, la carenza di vitamina D è più comune di quanto si riesca a immaginare. Accade perché le persone passano poco tempo al sole, hanno meno “ricettori” nella loro pelle in grado di convertire la luce del sole in vitamina D e, probabilmente, seguono una dieta povera di vitamina D. in altri casi, le persone possono avere difficoltà ad assorbire tale vitamina (anche se la consumano attraverso la dieta) e con la conversione della vitamina assunta con gli alimenti alla sua forma più utile, a causa dell’invecchiamento dei reni. Non è un caso se il rischio di carenza di vitamina D è più alto nelle persone di età superiore ai 65 anni. Sorprendentemente, circa il 40% degli anziani, compresi coloro che vivono in regioni soleggiate, non hanno sufficiente vitamina D nel loro organismo.
Gli integratori di tale vitamina possono essere necessari per le persone anziane, per coloro che vivono in latitudini settentrionali e per le persone con pelle scura, le quali hanno bisogno di trascorrere più tempo al sole, ma non possono.

– i livelli bassi di fosfato nel sangue (ipofosfatemia familiare);
– Il trattamento dei disturbi che provocano debolezza e dolore alle ossa (osteomalacia);
– i livelli bassi di fosfato nel sangue, dovuti a una malattia chiamata “sindrome di Fanconi”;
– la psoriasi (con una forma specifica di vitamina D, acquistabile con prescrizione medica);
– i livelli bassi di calcio, dovuti a livelli bassi dell’ormone paratiroideo (PTH);
– prevenire lo sviluppo di livelli bassi di calcio e perdita della massa ossea (osteodistrofia renale) in persone con insufficienza renale;
– il rachitismo;
– la carenza di vitamina D.

Probabilmente efficace per:

– Il trattamento dell’osteoporosi. Prendere una specifica forma di vitamina D, chiamata colecalciferolo o vitamina D3, in combinazione con il calcio, sembra aiutare a prevenire la perdita della massa ossea e le fratture alle ossa;
– prevenire le cadute agli anziani. I ricercatori hanno notarono che le persone con una quantità insufficiente di vitamina D tendono a cadere più spesso rispetto alle altre e giunsero alla conclusione che l’uso di integratori di tale vitamina possono ridurre le cadute di un 22%. Più alta è la dose, migliore sarà il risultato. Uno studio dimostrò che prendere 800 UI di vitamina D riduce il rischio di cadute, ma dosi inferiori non hanno questo effetto;
– ridurre la perdita della massa ossea in persone che stanno facendo uso di farmaci, chiamati corticosteroidi.

Molto probabilmente efficace per:

– Ridurre il rischio di sclerosi multipla: studi dimostrano che il consumo di vitamina D riduce del 40% il rischio delle donne di sviluppare sclerosi multipla;
– la prevenzione del cancro. Alcune ricerche mostrano che le persone che consumano un integratore con una dose alta di vitamina D, in combinazione con calcio, potrebbero avere meno possibilità di sviluppare qualsiasi tipo di cancro;
– la perdita di peso. Le donne che prendono vitamina D e calcio hanno più possibilità di  perdere peso e mantenere quello raggiunto. Tale beneficio è riservato principalmente alle donne che non hanno sufficiente calcio prima di cominciare a fare uso dell’integratore;
– le infezioni alle vie respiratorie. Ricerche cliniche effettuate sui  bambini di età scolare mostrano che prendere un integratore di vitamina D potrebbe ridurre il rischio di influenza stagionale. Altre ricerche dimostrano che l’uso di tale integratore potrebbe ridurre il rischio di un attacco di asma provocato da un raffreddore o un’infezione alle vie respiratorie. Infine, altre ricerche specificano che i bambini con livelli bassi di vitamina D hanno un maggior rischio di contrarre, influenza, raffreddore o infezione alle vie respiratorie;
– ridurre il rischio di artrite reumatoide in donne di età avanzata;
– ridurre la perdita di massa ossea in donne che soffrono di una patologia, chiamata iperparatiroidismo;
– prevenire la perdita di denti negli anziani.
– l’ipertensione;



– il tumore al seno. Molti studi hanno esaminato la possibilità che la vitamina D potrebbe aiutare a prevenire il tumore al seno, ma i risultati sono stati contraddittori. Fino ad ora, la prova migliore proviene da un ampio studio, chiamato “The Women’s Health Initiative”, che ha dimostrato che il consumo di 400 UI di vitamina D e 1000 mg di calcio al giorno non sembra diminuire la possibilità di sviluppare un tumore al seno. Esiste, però, la possibilità che alte dosi di vitamina D potrebbero abbassare il rischio di tumore al seno in donne giovani. Tali dosi sarebbero però così alte che potrebbero non essere sicure per la salute di chi le prende;
– migliorare la forza muscolare in adulti di età avanzata;
– la prevenzione della perdita della massa ossea in persone che hanno subito un trapianto di rene.

– le malattie cardiovascolari. Ricerche suggeriscono che le persone con livelli bassi di vitamina D hanno molte più probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, come insufficienza cardiaca, rispetto alle persone con livelli più alti. 



– L’asma. Alcune ricerche suggeriscono che le persone con asma probabilmente hanno livelli bassi di vitamina D nel corpo. Per i bambini con asma, il consumo di un integratore di tale vitamina potrebbe ridurre il rischio di soffrire di un attacco di asma, quando è raffreddato o ha un’infezione respiratoria. È presto però per poter sapere se l’uso di un integratore di vitamina D può prevenire o curare un attacco di asma;

– il colesterolo alto. Le persone con livelli più bassi di vitamina D sembrano avere molte più probabilità di avere il colesterolo alto, rispetto alle persone con livelli più alti. Alcune ricerche mostrano che, in donne con sovrappeso, il consumo quotidiano di calcio e vitamina D, in combinazione con una dieta ipocalorica, aumenta significativamente il “colesterolo buono” (HDL) e abbassa il “colesterolo cattivo” (LDL). Solo il consumo di calcio e vitamina D non riduce però i livelli di LDL;

– le malattie alle gengive. Livelli alti di vitamina D nel sangue sembra essere associati con un minor rischio di malattie gengivali in persone di età superiore ai 50 anni;

– il diabete. Le persone con livelli più bassi di vitamina D hanno più probabilità di sviluppare diabete di tipo 2, rispetto a quelle con livelli più alti. Non si hanno informazioni attendibili circa la possibilità di prevenire o trattare il diabete di tipo 2 con integratori di vitamina D;

– la sindrome premestruale (SPM). Secondo alcune prove, un consumo maggiore di vitamina D attraverso gli alimenti potrebbe aiutare a prevenire la sindrome premestruale o a ridurre i sintomi. L’uso di integratori di vitamina D sembra invece aiutare a ridurre i sintomi.

– la malattia polmonare ostruttiva cronica (EPOC). Alcune ricerche mostrano che le persone con EPOC hanno livelli di vitamina D più bassi di quelli considerati nella norma. integratori di vitamina D possono ridurre i sintomi di questa malattia.

– una malattia delle cellule del sangue, chiamata “sindrome mielodisplastica” (MDS);

– una malattia muscolare, chiamata “miopatia prossimale”;

– il cancro al colon – retto;

– le verruche;

– i disturbi alle vie respiratorie;

– la bronchite;

– l’asma;
– il dolore muscolare provocato da farmaci, chiamati “statine”;
– la sindrome metabolica;
– l’atrofia vaginale;


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