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martedì 2 giugno 2015

ICTUS > FATTORI di RISCHIO

ICTUS -  FATTORI DI RISCHIO


Gli studi epidemiologici hanno individuato molteplici fattori che aumentano il rischio di ictus. Alcuni di questi fattori non possono essere modificati, principalmente l’età, ma costituiscono tuttavia importanti indicatori per definire le classi di rischio. Altri fattori possono essere modificati con strategie non farmacologiche o farmacologiche. Il loro riconoscimento costituisce la base della prevenzione sia primaria sia secondaria dell’ictus.

Per l’emorragia cerebrale i fattori di rischio sono:
  • non modificabili: età; razza non caucasica;
  • modificabili: ipertensione arteriosa, eccessiva assunzione di alcool, fumo.  
    La terapia trombolitica e la terapia anticoagulante nella fase acuta e nella prevenzione dell’ictus ischemico aumentano il rischio di emorragia cerebrale, in modo non significativo nei fibrillanti.
    La terapia antiaggregante ne aumenta solo modestamente il rischio.
     
    I microsanguinamenti individuati alla RM in gradient-echo sono un indicatore di danno dei piccoli vasi cerebrali possibilmente correlabile ad un elevato rischio di emorragia cerebrale parenchimale. 
  •  
    Per l’ischemia cerebrale i fattori di rischio:
    - Non modificabili:
    • Età
    • Fattori genetici • Fattori etnici

    - Modificabili:bendocumentati
    • ipertensione arteriosa;
    • alcune cardiopatie (in particolare, fibrillazione atriale); • diabete mellito;
    • iperomocisteinemia;
    • ipertrofia ventricolare sinistra;
    • stenosi carotidea;
    • fumo di sigaretta;

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SPREAD Stroke Prevention and Educational Awareness Diffusion Ictus cerebrale
  • eccessivo consumo di alcool;
  • ridotta attività fisica;
  • dieta;
  • ipercolesterolemia;
  • obesità;
     
    Gli attacchi ischemici transitori costituiscono un fattore di rischio ben documentato per ictus cerebrale ischemico, soprattutto nelle prime ore successive all’evento.  
    Sono stati descritti altri fattori che probabilmente aumentano il rischio di ictus ma che al momento non appaiono completamente documentati come fattori indipendenti di rischio. Fra questi:
  • dislipidemia;
  • obesità;
  • sindrome metabolica;
  • alcune cardiopatie (forame ovale pervio, aneurisma settale);
  • placche dell’arco aortico;
  • uso di contraccettivi orali;
  • terapia ormonale sostitutiva;
  • emicrania;
  • anticorpi antifosfolipidi;
  • fattori dell’emostasi;
  • infezioni;
  • uso di droghe;
  • inquinamento atmosferico
  • sindrome delle apnee ostruttive da sonno
    Sintesi 6–5
    L’età è il maggiore fattore di rischio per l’ictus. L’incidenza di ictus aumenta con l’età e, a partire dai anni, raddoppia per ogni decade. La maggior parte degli ictus si verifica dopo i anni.

    È possibile che venga ereditata una predisposizione ad essere colpiti da ictus. Il ruolo dei fattori genetici nella determinazione del rischio di ictus non è tuttora definito.

    I fattori di rischio interagiscono in modo fattoriale e il rischio di ictus aumenta più che proporzionalmente al numero dei fattori presenti, anche quando il rischio attribuibile a ciascuno di essi sia limitato (purché statisticamente significativo). Non vi sono studi adeguati sull’interazione tra i fattori di rischio vascolare.
  •  
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PREVENZIONE PRIMARIA

In base alle evidenze disponibili, un modello alimentare a basso contenuto di sale ed ispirato alla dieta mediterranea, che includa in particolare un elevato consumo di frutta, verdura, cereali e cereali integrali ed un consumo regolare di pesce, è consigliabile ai fini della prevenzione primaria dell’ictus.
Tra i nutrienti associati ad un aumento del rischio di ictus ischemico si annoverano in particolare l’eccesso di sodio, alcool e di grassi saturi.
Viceversa, per alcuni nutrienti è stata messa in luce un’azione protettiva:
  • grassi polinsaturi: l’effetto protettivo è documentato per il consumo di alimenti quali alcune categorie di pesce ad elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi omega- .
  • fibra alimentare: adeguati apporti tramite la dieta esercitano un effetto protettivo nei confronti di dislipidemie, obesità, diabete, sindrome plurimetabolica.
  • potassio e calcio: esiste una correlazione inversa tra il rischio di ictus e il consumo di questi minerali, attraverso un’azione per lo più mediata dalla pressione arteriosa. L’azione protettiva del magnesio necessita di ulteriori conferme.
  • antiossidanti: un equilibrato apporto di antiossidanti naturali media un effetto protettivo, in particolar modo associato al consumo di antiossidanti vitaminici (vitamina C e vitamina E) e non vitaminici (carotenoidi e sostanze fenoliche); eventuali supplementazioni non sono indicate.
  • folati, vitamina B6 e vitamina B12: adeguati apporti tramite la dieta esercitano un positivo effetto protettivo, mediato dalla riduzione dei livelli di omocisteina. Sono consigliate supplementazioni nei casi di iperomocisteinemia.

    Sono indicate per tutti, ma specialmente per le persone a rischio, una opportuna informazione sull’ictus ed una educazione a stili di vita adeguati in quanto è dimostrato che possono produrre una diminuzione dell’incidenza dell’ictus e della mortalità per questa patologia.

    La cessazione del fumo di sigaretta riduce il rischio di ictus, pertanto è indicata nei soggetti di qualsiasi età e per i fumatori sia moderati che forti.

    L’uso di tecniche multimodali per la cessazione del fumo di sigaretta, inclusi il counseling, i sistemi di sostituzione della nicotina, i farmaci orali per lo stop del fumo, è indicato nel contesto di una strategia globale per la cessazione stessa.
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 Stroke Prevention and Educational Awareness Diffusion Ictus cerebrale: Linee guida italiane
Lo svolgimento di una regolare attività fisica è indicato per la prevenzione dell’ictus.
L'attività fisica graduale, di moderata intensità e di tipo aerobio (passeggiata a passo spedito alla velocità di 10-12 minuti per chilometro), è indicata nella maggior parte dei giorni della settimana, preferibilmente ogni giorno e per almeno 30 minuti.
è indicato mantenere un peso corporeo salutare (IMC= , -2 , kg/m2). L’obiettivo può essere raggiunto aumentando gradualmente il livello di attività fisica, controllando l’apporto di grassi e dolciumi, aumentando il consumo di frutta e verdura.

è indicato ridurre l’apporto di sale nella dieta a non oltre i grammi di sale ( . grammi di sodio) al giorno*.
L’obiettivo può essere raggiunto evitando cibi ad elevato contenuto di sale, limitandone l’uso nella preparazione degli alimenti e non aggiungendo sale a tavola.

è indicato ridurre il consumo di grassi e condimenti di origine animale, sostituendoli con quelli di origine vegetale (in particolare olio extravergine di oliva).

è indicato consumare pesce almeno 2 volte la settimana (complessivamente almeno 00 g), quale fonte di acidi grassi polinsaturi della serie omega- , preferibilmente pesce azzurro, salmone, pesce spada, tonno fresco, sgombro, halibut, trota.

• è indicato consumare 2 porzioni di verdura e 3 porzioni di frutta al giorno.
(1 porzione di verdura = 250 g se cotta o 50 g se cruda; 1 porzione di frutta = 150 g)

è indicato consumare con regolarità cereali, cereali integrali e legumi quali fonti di fibra alimentare, vitamina B , folati, antiossidanti non vitaminici e minerali (potassio, magnesio)

è indicato consumare regolarmente latte e alimenti derivati, anche in relazione al contenuto di calcio, scegliendo prodotti con basso contenuto di grassi e di sodio.
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è indicato per i consumatori abituali di bevande alcoliche limitare l’assunzione di alcol a non più di due bicchieri di vino al giorno (o quantità di alcool equivalenti) nei maschi e a un bicchiere nelle donne non in gravidanza, preferibilmente durante i pasti principali, in assenza di controindicazioni metaboliche.
Il consumo abituale di tè, sia tè verde che nero, e di caffè non si associa ad un aumento del rischio di ictus, ma potrebbe avere altresì un effetto protettivo.
Il trattamento dell'ipertensione arteriosa sia sistolica che diastolica riduce il rischio di ictus indipendentemente dall'età del soggetto e dal grado di ipertensione, pertanto è indicato in tutti gli ipertesi con l'obiettivo di un valore di pressione arteriosa < 140 e 90 mmHg.
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