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sabato 8 ottobre 2016

IL CONSUMO DI OMEGA 3  RIDUCE  IL RISCHIO   DI RETINOPATIA DIABETICA !




La retinopatía diabetica è una complicazione del diabete,  principale causa di perdida della vista !














Una dieta mediterranea integrata con olio di oliva extra vergine o frutta secca, o pesce che apporta 500 mg al giorno come mínimo di acidi grassi omega 3, può ridurre il rischio di retinopatia diabetica in pazienti con diabete.





I pazienti che seguono le raccomandazioni della dieta mediterranea hanno un rischio inferiore del 48% !
Eppure in molti non lo sanno. Oppure lo scoprono troppo tardi.
Sono questi i risultati della prima indagine a livello nazionale sulla Degenerazione Maculare. La ricerca, condotta dall'istituto Lorien Consulting in collaborazione con il Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO), ha permesso di rivelare come solo l'11% della popolazione conosce questo tipo di malattia, nonostante sia molto diffusa. Solo dopo averne riferito la corretta definizione, infatti, i conoscitori fra la popolazione raggiungono il 41%, che resta ben al di sotto della metà degli intervistati, mentre raggiunge il 100% fra i sofferenti. Per i non sofferenti che la conoscono, comunque, il passaparola è il principale canale di comunicazione (10%), mentre ancora molto bassa è la percentuale di persone che ne hanno sentito parlare tramite i media tradizionali.
Secondo quanto emerso dal campione preso a riferimento dai ricercatori, i sofferenti risultano essere in prevalenza donne (il 69% contro il 54% del totale), in prevalenza provenienti dal Nord Ovest (40% contro 27%), con un'età distribuita in maniera diametralmente opposta rispetto alla popolazione e con una maggiore concentrazione di ultraottantenni (54% contro 14%).
Spesso da Degenerazione Maculare può correre di pari passo insieme ad altre malattie. Per esempio, chi ne soffre è maggiormente affetto da diabete (25%) rispetto al resto della popolazione over 50 (11%), ha subito o interventi di cataratta (35% vs 13%) o soffre di ipertensione (46% vs 35%), così come ci sono più fumatori tra i sofferenti (31%) che nel resto del campione (23%).



Ma come si capisce se una persona è affetta da Degenerazione maculare? Di solito si percepiscono macchie scure (scotomi) e di distorsioni (metamorfopsie) agli occhi, fino quasi alla perdita della vista. "Una diagnosi precoce, ottenibile con un semplice esame non invasivo che dura pochi minuti - sottolinea il professor Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia dell'Università Vita e Salute del San Raffaele - è fondamentale per anticipare la terapia nei tempi giusti".
"Proprio perché siamo consapevoli che la popolazione ignora la gravità della maculopatia - spiega il dottor Lucio Buratto, Direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico (Camo) - abbiamo deciso di attuare questo grande screening con una task force di specialisti. Vogliamo fermare questa epidemia che porta grave compromissione della vista".




"L'indagine infatti ha fatto emergere un alto numero di sofferenti di questa patologia - ha commentato il Presidente di Lorien Consulting e direttore della ricerca, il dottor Paolo Rossi - Eppure sono ancora in pochissimi a conoscerla e a ricordare dettagli correlati a essa. Chi la vive ne conosce certamente il livello di gravità, ma fra gli altri la conoscenza è talmente esigua da non sapere che basterebbe una visita medica oculistica per averne una prima diagnosi".


La retinopatia diabetica è una complicanza del diabete e una delle principali cause di perdita della vista in questi pazienti, che è anche un importante onere economico e sociale. Per questo motivo, i ricercatori ritenevano necessario sviluppare strategie che potrebbero impedire o ritardare l'insorgenza di questo disturbo, e hanno condotto uno studio che ha coinvolto 2.611 pazienti con diabete di tipo 2, il 75% dei quali hanno seguito la dieta mediterranea. E 'stato seguito da pazienti una media di sei anni (2003 e 2009), e la retinopatia diabetica è stata diagnosticata il 69% dei partecipanti al lavoro. 





Dopo aver preso in considerazione fattori come l'età, il sesso, o stile di vita, è stato osservato che i pazienti che hanno seguito le raccomandazioni della dieta mediterranea avevano un rischio del 48 % inferiore di sviluppare minaccia retinopatia diabetica.



I diabetici soffrono di danni alle pareti dei vasi sanguigni, in particolare del microcircolo di vari organi (principalmente rene, cuore, cervello e occhi). Questo danno comporta la mancanza di adeguato apporto sanguigno (e, quindi, di ossigeno) ad alcune zone della retina che, di conseguenza, tendono a morire (diventano ischemiche); prima che questo avvenga rilasciano un fattore di crescita di nuovi vasi che, proliferando in modo incontrollato, danneggiano il tessuto retinico stesso.




La retinopatia diabetica può essere distinta, sulla base della presenza o meno di vasi neoformati, nella forma proliferativa (considerata più grave) e una forma non proliferativa. La prima è caratterizzata dalla presenza di un'intensa proliferazione vascolare, con vasi estremamente fragili (che quindi molto spesso tendono alla rottura provocando danni reinitici): i sintomi della retinopatia diabetica sono, in generale, di alterata visione (riduzione del visus fino all'ipovisione o alla cecità), mentre la forma non proliferativa non presenta questa proliferazione di nuovi vasi, ma solamente microaneurismi (che interessano sia i piccoli vasi retinici ma anche vasi di calibro maggiore) e talvolta presenza di essudati (con depositi proteici, lipidici e glucidici che anche loro tendono a peggiorare la visione). Tuttavia si può dare il caso che la forma meno grave non proliferativa possa degenerare in quella proliferativa.



Colpisce più spesso soggetti diabetici tra i 25 e i 60 anni e non si manifesta in genere nel primo periodo diabetico; ma le possibilità di insorgenza della patologia aumentano in maniera esponenziale quando si è contratta la malattia da almeno dieci anni.




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