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domenica 30 aprile 2017

Carenza di Vitamina B12:  
ecco i sintomi che non dovresti mai ignorare !











La vitamina B12 (cobalamina) è un nutriente essenziale
 per molte funzioni del nostro corpo, ma purtroppo gran 
parte della popolazione ne è carente. Inoltre, la stragrande maggioranza delle persone non è consapevole che una carenza di vitamina B12 può essere responsabile di una 
serie di sintomi non immediatamente riconducibili ad una carenza di vitamina B12 (circa il 50% dei pazienti 
con malattie subcliniche hanno una carenza di B12).
Quindi, se ti senti stanco, fuori forma o non particolarmente sano, sicuramente ti sarà di aiuto continuare la lettura di
 questo articolo perché alcuni dei tuoi sintomi possono 
essere il risultato di un deficit di questo fondamentale nutriente. Andiamo per ordine, quali sono gli alimenti che contengono vitamina B12 e perché è così importante per la nostra 
salute e vitalità ?




















La funzione del cervello

Con l’avanzare dell’età il nostro cervello tende a 
restringersi e la funzione cognitiva comincia a rallentare.
 E’ stato dimostrato che un’integrazione di vitamina 
B12 è in grado di rallentare questo processo e limitare 
la perdita di memoria.
Gli studi hanno dimostrato che 1 anziano su 2 mostra una diminuzione dei livelli di vitamina B 12, perché con l’invecchiamento si è meno in grado di assorbire questa vitamina a causa del declino in una glico-proteina prodotta 
nel nostro stomaco chiamata fattore intrinseco. Gli adulti 
più giovani possono essere soggetti ad un basso contenuto 
di vitamina B12, soprattutto coloro che hanno disturbi 
digestivi e chi segue una dieta vegetariana o vegana.
Una condizione nota come l’anemia perniciosa – per fortuna abbastanza rara – può essere causata anche da livelli cronici 
di vitamina B12, e questa condizione può portare ad alcune forme di demenza. L’anemia perniciosa è una condizione
 grave e i primi sintomi sono spesso: confusione, lentezza, irritabilità e apatia.

Fonti naturali di vitamina B12

La B12 è una vitamina unica, in quanto fonti naturali si trovano solo negli alimenti di origine animale (vedi ulteriori informazioni qui di seguito), ma alcuni alimenti pre-confezionati sono arricchiti con una forma sintetica di vitamina B12. A seconda della tua dieta e della tua età, è possibile che tu non stia assumendo una quantità sufficiente di questa importante vitamina.
Alcuni alimenti vegetali contengono una percentuale di B12, ma gli studi hanno dimostrato che il corpo umano non è in grado di utilizzare il modulo a base vegetale di vitamina B12, il che significa che vegetariani e vegani sono ad alto rischio di sviluppare una carenza di questa vitamina, nonostante essi includano nella loro dieta alimenti vegetali che contengono una percentuale di B12. La vitamina B12 è prodotta biologicamente solo dai batteri presenti nell’intestino degli animali e, a differenza di altre vitamine, questa non possiamo ottenerla 
dalle piante o dalla luce solare.
Le migliori fonti alimentari di vitamina B12 sono la carne rossa, il pollame, il pesce, le uova, i crostacei, il latte e la maggior parte dei prodotti lattiero-caseari. Tuttavia, anche quelli che mangiano quantità abbondanti di questi alimenti possono essere a volte carenti, a causa di alcune condizioni di salute, oppure a causa dell’età . Inoltre il rivestimento del nostro stomaco perde anche la sua capacità di produrre adeguate quantità di acido cloridrico, che è necessario per la ripartizione e l’assorbimento della B12 dal cibo. Alcune persone che hanno problemi digestivi o assumono farmaci che bloccano l’assorbimento, sono a più alto rischio in quanto non sono in grado di assorbire questa vitamina.













sintomi di carenza di vitamina B12 sono :

  • Perdita di energia o debolezza
  • Confusione
  • Problemi di sonno
  • Problemi digestivi
  • Cattiva circolazione
  • Perdita della vista o dell’udito
  • Problemi di memoria
  • Vertigini
  • Nebbia cerebrale
  • Sbalzi insoliti d’umore/rabbia/psicosi
  • Formicolio alle estremità
  • Abbassamento del sistema immunitario
  • Sanguinamento delle gengive o facile ecchimosi
  • Perdita di peso







I sintomi più gravi di carenza di vitamina B12 sono:

  • Pelle giallastra
  • Stanchezza
  • Mancanza di respiro
  • Mal di testa
  • Intorpidimento o formicolio alle mani e ai piedi
  • Problemi a mantenere l’equilibrio
  • Psicosi

Chi è più a rischio ?

E’ importante controllare il tuo livello di B12 soprattutto se sei:
  • Vegetariano o vegano
  • Se soffri di disturbi intestinali come Morbo di Crohn, celiachia o infezione da candida cronica
  • Un bevitore di alcool
  • Se utilizzi, per altri problemi di salute, farmaci che riducono l’acidità
  • Se soffri di malattie autoimmuni














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Vitamina B12  Perché è importante ?

La vitamina B12 svolge un ruolo cruciale all’interno del nostro 
corpo. E’ responsabile della produzione delle cellule sane e i 
nostri nervi non possono lavorare in modo efficiente senza delle adeguate quantità di questa vitamina. È l’elemento che il corpo 
usa per la formazione e riparazione del DNA, che mantiene il
 nostro sistema immunitario sotto controllo, regola i nostri cicli dell’umore e del sonno, aiuta a gestire lo stress nel corpo e
 supporta la corretta funzione neurologica.

giovedì 27 aprile 2017

Vitamina D: salute non solo per le ossa !





Negli ultimi tempi abbiamo sentito parlare molto di vitamina D.
Giustamente, perché questa vitamina è fondamentale nella nostra vita e in quella dei nostri bambini.
E’ importante per le ossa. Conosciamo tutti rachitismo, osteopenia ed osteoporosi.
 La carenza di vitamina D è strettamente legata a queste malattie.
Negli ultimi anni la sua importanza è aumentata notevolmente, grazie alle ultime ricerche scientifiche. 
Si è scoperto, infatti, che questa vitamina svolge una funzione anche nel corretto funzionamento del sistema immunitario.
 Sistema che ci difende dai pericoli dentro e fuori il nostro corpo.
 Compresi i tumori. 
Aiuta i nostri muscoli a funzionare in maniera corretta. Partecipa al controllo della glicemia e ci protegge dal diabete.
Funzioni molto importanti, non c’è che dire.
Dobbiamo quindi imparare come si forma nell’organismo, in quali cibi è contenuta. Quando utilizzare la vitamina D come supplemento da aggiungere all’alimentazione, con i giusti integratori. Direi che non è poco.

CHE COS’È LA VITAMINA D

Quando si parla di  vitamina D ci si riferisce ad un gruppo di vitamine liposolubili. Cioè di sostanze che non si sciolgono nell’acqua. 
Le forme principali che costituiscono questo gruppo vitaminico sono:
  • vitamina D1 : composto costituito in parti 1:1 di ergocalciferolo e lumisterolo
  • vitamina D2 : ergocalciferolo
  • vitamina D3 : colecalciferolo
  • vitamina D4 : diidroergocalciferolo
  • vitamina D5 : sitocalciferolo

Le due più importanti forme nella quale si trova sono la vitamina D2 (ergocalciferolo) e la vitamina D3 (colecalciferolo). 
Il colecalciferolo (D3) è sintetizzato nella cute. Mentre l’ergocalciferolo (D2) viene introdotto con i cibi.
Vitamina D3 e D2 hanno all’incirca la stessa attività nell’uomo, per cui viene spesso usato il termine vitamina D per indicare entrambe le forme.
La maggior parte della vitamina D viene prodotta nella pelle. Quando il colesterolo presente nella cute viene colpito dai raggi ultravioletti da origine al colecalciferolo (vitamina D3).
Solo i raggi UV di lunghezza d’onda tra 290 e 315 nm svolgono questa funzione. Alle latitudini dell’Italia, tali condizioni si verificano in primavera ed estate tra le ore 10 e le 15 “solari”

L’efficacia della esposizione è minore se il cielo è nuvoloso o se la cute è fortemente pigmentata. Il vetro blocca i raggi UV e allo stesso modo l’impiego di filtri solari altamente protettivi (fattore di protezione 15).
L’assorbimento della vitamina D2 segue gli analoghi processi cui le altre vitamine liposolubili sono sottoposte. Essa, infatti, viene inglobata in micelle (piccole sferette) formate da lipidi. Grazie a queste viene assorbita dall’intestino e sotto forma di chilomicroni i quali entrano nella circolazione linfatica.
L’alimentazione può fornire fino al 10-20 % del fabbisogno di vitamina D.

IL VIAGGIO DELLA VITAMINA D 

Sia la vitamina D formata nella pelle sia quella assorbita dall’intestino, viene depositata nel tessuto adiposo oppure nel fegato. Qui subisce una prima trasformazione.  
Diventa 25-idrossicolecalciferolo, (25-OH-D, calcidiolo o calcifediolo). Il quale passa nel sangue e si lega ad una proteina trasportatrice specifica (vitamin D binding protein, DBP).
Arrivata nel rene, subisce una nuova trasformazione  Diventa  1,25-diidrossicolecalciferolo (1,25-OH2-D) o calcitriolo.  Questa è la forma attiva della vitamina che esplica le sue funzioni biologiche ricordate in precedenza. 
Passa di nuovo nel sangue dove ci resta solo poche ore.


FUNZIONI DELLA VITAMINA D ATTIVA

La vitamina D attiva, cioè il calcitriolo,  aumenta l’assorbimento intestinale di calcio e fosforo. Il riassorbimento di calcio a livello renale. Favorisce la mineralizzazione ossea. Possiamo dire che questa vitamina recupera calcio dagli alimenti e dal rene e favorisce la sua deposizione nelle ossa.
Aiuta in modo determinante lo sviluppo di ossa e denti dei bambini e negli adolescenti.
E’ coinvolta nella normale funzionalità muscolare.  Fa in modo che i muscoli siano ben formati, forti e attivi. Senza di essa la massa dei muscoli si riduce. I muscoli sono deboli. 
Agisce sul sistema immunitario. Diversi studi suggeriscono che le malattie infettive hanno una maggiore prevalenza tra i neonati e i bambini con carenza di vitamina D. 
Altri studi suggeriscono che la sua supplementazione possa essere associata a un ridotto rischio di infezioni respiratorie. 
Si sta studiando il suo ruolo nella prevenzione di diverse malattie causate da un anomalo funziomaneto del sistema immunitario. Come asma e il diabete di tipo 1.


Interviene nel processo di divisione e differenziazione cellulare. Cioè sulla replicazione e lo sviluppo delle cellule. 
Regolando la divisione delle cellule sembra intervenire sulla loro proliferazione, limitandola. Svolge quindi un’azione antitumorale, ancora tutta da definire.
Alcuni studi hanno evidenziato una sua azione protettiva contro  il rischio di cancro al colon, di cancro al seno e di tumore alla prostata.
Diversi studi suggeriscono che la supplementazione di vitamina D può ridurre il rischio di diabete mellito tipo 1 durante l’infanzia e l’adolescenza.
Favorisce il controllo della glicemia nel sangue.
Ha anche un’azione protettiva sulle malattie cardiovascolari e sul funzionamento neurofisiologico.

QUANTA VITAMINA D SERVE

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D dipende molto dall’età del bambino,  dell’adolescente e dell’adulto.
Non vi è un accordo sulla quantità di vitamina D necessaria nelle varie fasi della vita.
Possiamo dire che vi sono dei momenti in la produzione di vitamina D della pelle unita all’apporto con gli alimenti non sono sufficienti.
Questo soprattutto nel primo anno di vita. Infatti i lattanti vengono poco esposti alla luce del sole. Il loro livello di vitamina D dipende da quello materno e il latte materno contiene quantità di vitamina D insufficienti.
Tutti i lattanti fino a 1 anno di età dovrebbero ricevere una supplementazione orale di 400 UI/die di vitamina D. Tale somministrazione va fatta sotto la supervisione del pediatra di fiducia. 
Deve essere avviata nei primi giorni di vita e portata avanti per tutto il primo anno indipendentemente dall’alimentazione. 
I lattanti prematuri e i lattanti/bambini di pelle nera potrebbero avere bisogno di integrazioni maggiori. Sempre decise dal pediatra di fiducia. 
I bambini e gli adolescenti sani dovrebbero essere incoraggiati a seguire uno stile di vita sano che eviti l’eccessivo aumento del peso
Uno stile di vita caratterizzato da una alimentazione equilibrata con alimenti contenenti vitamina D e attività all’aria aperta con un’adeguata esposizione solare.
Il peso è importante. Infatti nei bambini e negli adulti sovrappeso od obesi il fabbisogno di vitamina D aumenta.
Ricordiamo che questa vitamina è liposolubile. Viene quindi accumulata nel tessuto adiposo (nel grasso).  
Bambini, adolescenti e adulti obesi hanno una concentrazione sierica di vitamina D, inferiore rispetto ai soggetti con peso normale. Probabilmente a causa della sequestro della vitamina da parte del tessuto adiposo in eccesso. 
Sono quindi a rischio di carenza di vitamina D. 

ESPOSIZIONE SOLARE

Una adeguata esposizione alla luce solare è il principale fattore che ci protegge da una carenza di questa vitamina.
Come già accennato solo i raggi UV di lunghezza d’onda tra 290 e 315 nm determinano la produzione di vitamina D nella pelle. Alle latitudini dell’Italia, tali condizioni si verificano in primavera ed estate tra le ore 10 e le 15 “solari” (non “legali”). 
L’efficacia della esposizione è minore se il cielo è nuvoloso o se la cute è fortemente pigmentata. Il vetro blocca i raggi UV e allo stesso modo l’impiego di filtri solari altamente protettivi (fattore di protezione 15).
Giocare all’aria aperta in primavera ed in estate non fa solo bene perchè i nostri bambini si muovono e stanno insieme, socializzando. E’ necessario alla pelle per produrre una quantità adeguata di vitamina D. 
Purtroppo spesso ci dimentichiamo di questo importante particolare. Spesso i nostri bambini vivono troppe ore della loro giornata al chiuso. L’insufficiente esposizione alla luce solare è uno dei principali fattori di rischio della carenza di questa vitamina.

VITAMINA D ED ALIMENTI

Dopo l’anno di vita, per tutta l’età pediatrica e anche nell’adulto è importante avere una dieta che consenta una apporto di vitamina D. 
Dobbiamo ricordare che pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D.
Un alimento particolarmente ricco è l’olio di fegato di merluzzo. Seguono i pesci grassi (come i salmoni e le aringhe) e il pesce azzurro (sardine, alici, sgombri, tonno). Il latte ed i suoi derivati, le uova, il fegato e le verdure verdi.
La vitamina D è presente anche nei funghi, nella soia e derivati, nel caviale e uova di pesce, nei frutti di mare (cozze, ostriche, vongole).
Anche la modalità di cottura degli alimenti può alterare il contenuto di vitamina D. Ad esempio, la frittura del pesce riduce il contenuto di vitamina D attiva di circa il 50%.
Mentre la cottura al forno del pesce non ne influenza il contenuto.
Alla giusta età e nella giusta quantità questi alimenti devono fare parte di una dieta equilibrata nei bambini, negli adolescenti e nell’adulto.

CARENZA DI VITAMINA D

Si può parlare di carenza di vitamina D, secondo le linee guida internazionali, attraverso le concentrazioni sieriche di 25-(OH)-D.  Questo è infatti il migliore indicatore di stato della vitamina D. 
Una concentrazione di 25-(OH)-D > 50 nmol/L (ossia > 20 ng/mL) è considerata sufficiente. Mentre una concentrazione < 25 mmol/L (ossia < 10 ng/mL) descrive una condizione di carenza di vitamina D.
Possiamo parlare di una carenza di questa vitamina solo dopo un esame del sangue che evidenzi questi valori. 
Ovviamente è solo il vostro pediatra di fiducia che può, in accordo con voi, decidere di fare questa valutazione nei bambini o adolescenti che sono a rischio.

BAMBINI ED ADOLESCENTI A RISCHIO DI CARENZA 

Sono a rischio di una carenza di vitamina D i bambini e gli adolescenti (ma anche gli adulti) che non sono esposti in maniera sufficiente al sole. Quelli che per vari motivi stanno troppo chiusi in casa.  
Soprattutto in età adolescenziale in cui vi è un  aumento molto rapido della crescita.
Tutti quelli in sovrappeso od obesi.
Quelli che hanno una pelle particolarmente scura.
I bambini ed adolescenti da malattie croniche. Soprattutto intestinali come la celiachia.
Tutti i bambini o adolescenti che fanno uso di farmaci antiepilettici (fenitoina e carbamazepina) o glucocorticoidi assunti per bocca.
Ricordiamo anche le donne in gravidanza e durante l’allattamento che necessitano di una supplementazione di questa vitamina.
In queste categorie di bambini potrebbe essere indicato un controllo dei livelli di vitamina nel sangue attraverso un prelievo venoso.

IL RACHITISMO

Il rachitismo è un esempio di una grave deficienza di vitamina D. Lo stato di carenza avviene mesi prima della comparsa del rachitismo.
Pensare che il rachitismo sia una malattia scomparsa sarebbe un errore. Il rachitismo dovuto a un inadeguato apporto di vitamina D o a una ridotta esposizione alla luce del sole continua a essere presente in Italia. 
I sintomi, che si manifestano dopo un lungo periodo di carenza sono molto evidenti .
I principali sono:
  • incurvamento ossa lunghe
  • gambe arcuate
  • malformazioni delle giunture o delle ossa
  • fratture
  • lento sviluppo dei denti
  • debolezza muscolare

OSTEOMALACIA E OSTEOPOROSI

Sono disturbi subito collegati agli anziani. Dobbiamo però stare molto attenti, perché una carenza lieve ma continua di vitamina D può favorire la comparsa di osteomalacia e poi osteoporosi anche in età molto precoci. 

COSA ABBIAMO IMPARATO

La vitamina D è fondamentale per la salute delle ossa. Negli ultimi anni stiamo scoprendo che ha molte altre funzioni importanti per il nostro organismo.
Un’adeguata esposizione solare è l’elemento più importante per evitare una carenza di vitamina D. 
Nel bambino dalla nascita all’anno è indicata una supplementazione quotidiana di questa vitamina. 
Nelle età successive vi sono gruppi a rischio che devono essere monitorati con attenzione. 
La dieta dopo l’anno deve essere varia ed equilibrata contenendo anche quei pochi alimenti ricchi di questa vitamina.
Se i nostri bambini giocano all’aria aperta soprattutto in primavera e durante l’estate possiamo stare tranquilli. 
Non avranno particolari problemi. 

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Benefici chiave


  • Il calcio, il magnesio e la vitamina D contribuiscono al mantenimento di ossa e denti normali.
  • Il calcio contribuisce ad una normale coagulazione sanguigna.
  • Il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare.



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